Comunicato n° 2 del 30-9-2018

Roma 01 ottobre 2018

Come era stato preannunciato, martedì 25 settembre 2018, a Palazzo Madama, il Senatore Simone Pillon, primo firmatario del Ddl n.735 e il cofirmatario Senatore Emanuele Pellegrini, hanno ricevuto, in un clima di assoluta accoglienza e puntualità, la Dott.ssa Gabriella Vigliar, Presidente Nazionale A.E.Me.F. (Associazione Europea Mediatori familiari)-Associazione Professionale firmataria della Norma UNI 11644/ agosto 2016) e garante del Registro Nazionale pluralistici integrati iscritto al M.I.S.E.; Erano anche presenti il Dott. Pino Bolongaro, vice Presidente A.E.Me.F e la dott.ssa Franca Silveri Presidente della F.M.F. ( Centro di formazione in mediazione familiare), riconosciuta dall’A.E.Me.F. Nell’incontro è stata presa in esame, prevalentemente, la sezione del provvedimento relativa alla mediazione familiare. Abbiamo altresì chiarito la nostra posizione in merito alla incongruità nel testo del Ddl n. 735 circa la costituzione di un Albo dei Mediatori Familiari, la cui figura professionale è già definita dalla norma UNI 11644, derivante dalla Legge 4/2013 che ha già stabilito, in modo univoco, la professionalità del Mediatore Familiare, definendone l’intero percorso: dai criteri di accesso, al percorso formativo, alla deontologia. Cosa della quale i due Senatori hanno mostrato di averne preso atto in maniera diretta ed esplicita, recependone la validità. Altro aspetto illustrato è stato quello della professionalità del Mediatore Familiare formato secondo la norma UNI 11644 citata che prevede un aggiornamento permanente a tutela dell’utente, Tale verifica è stata posta sotto il controllo dei garanti dei Registri delle rispettive Associazioni professionali e del M.I.S.E. Il Presidente dell’A.E.Me.F. ha voluto inoltre specificare quanto concordato con il Dott. Giorgio Berloffa, Presidente della Commissione UNI dedicata alle “Attività professionali non regolamentate”, in quanto non poteva essere presente alla riunione per un precedente impegno. La norma UNI infatti, definisce i requisiti relativi all’attività professionale del Mediatore Familiare in termini di conoscenza, abilità e competenza, in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF European Qualifications Framework). I requisiti sono espressi in maniera tale da agevolare i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento e a garanzia degli utenti, recependo in pieno la posizione del  Parlamento europeo definita in prima lettura il 14 giugno 2018, in vista dell’adozione della direttiva (UE) 2018/del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un test della proporzionalità prima dell’adozione di una nuova regolamentazione delle professioni. Altro punto qualificante del Ddl n. 735, per la mediazione familiare secondo il nostro modello, è la gratuità del primo colloquio informativo, sia in ambito privato che convenzionato. L’A.E.Me.F. ha inoltre manifestato la propria adesione circa le indicazioni sulla durata del percorso di mediazione familiare ed ai compensi come previsto dal Ddl n. 735. In conclusione dall’esame del Ddl 735 brevemente, sono emersi tre punti sostanziali che lo caratterizzano: 1) la funzione pubblica e soprattutto l’importanza sociale della mediazione familiare; 2) la volontà comunque di mettere al centro l’interesse prevalente delle persone di minore età e dei figli in genere, per garantire loro l’opportunità di mantenere un rapporto stabile e continuativo con entrambi i genitori, a prescindere dagli esiti della coppia; 3) il principio dell’auto determinazione delle parti: ciascuno ha il diritto e il dovere di esercitare la propria volontà rispetto alla possibilità di creare un piano genitoriale e un accordo che tuteli i figli; prendendosi la responsabilità del tipo di scelta effettuata. La riunione si è conclusa con piena soddisfazione da ambo le parti nella speranza, che è apparsa concreta, di addivenire a maggiore centralità della professione del mediatore familiare.

Il Presidente Nazionale A.E.Me.F.

Gabriella Vigliar

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